Anoressia e Bulimia: il problema del peso tra i giovani

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Sin dai tempi antichi il sovrappeso era considerato segno di bellezza, salute e ricchezza. Questo perché soltanto le classi superiori erano gli unici che potevano permettersi mangiare in abbondanza.

Nei nostri anni non è più cosi. Una quota crescente di persone, sopratutto donne, hanno una grande preoccupazione per il loro aspetto fisico e fanno tanti sacrifici e diete per diventare magre.

Mi sento grassa

Mi sento grassa

In tutto il mondo, due adolescenti su tre si sente grassa e vuole perdere peso. In alcuni casi questa preoccupazione diventa patologica, detto disturbo del comportamento che copre sia l’anoressia nervosa e la bulimia, ma anche altri disturbi meno conosciuti come il “binge eating” (disturbo dell’alimentazione incontrollata).

Queste malattie sono aumentate di incidenza negli ultimi decenni, perché un modello di ragazza magra è sinonimo di successo sociale. Cosi, si stima che circa il quattro percento dei nostri giovani hanno disturbi alimentari. Con questi numeri diventa la terna malattia cronica più comune in questa fascia di età.

L’anoressia nervosa

è un disturbo complesso. Nella sua genesi è influenzata da diversi fattori: genetici, psicologici, cognitivi, socio-culturale, ecc. Aggiungiamo a questo la grande potenza dei media che ogni giorno ci bombarda con l’immagine della donna magra.

Studi scientifici dimostrano che all’introduzione della televisione occidentale in alcuni paesi come la Cine ed Europa orientale, è associato un aumento di anoressia.

Bulimia nervosa

è un disturbo mentale legato al cibo. La sua caratteristica essenziale è che la persona che sta soffrendo di disturbo alimentare, ha grandi sensi di colpa. Di solito si alternano periodi di digiuno o con l’assunzione di poco cibo, con momenti in cui si mangiano cibi ipercalorici.

Gli individui con questo disturbo tendono a vergognarsi del suo comportamento, e cercano di nascondere i sintomi.

Un altra caratteristica fondamentale di questo disturbo sono comportamenti compensatori inappropriati per prevenire l’aumento di peso. Gli effetti immediati del vomito sono la scomparsa del disagio fisico e la riduzione della paura di aumentare di peso. Altri comportamenti compensatori comprendono l’uso eccessivo di lassativi e diuretici, clisteri, l’esecuzione di esercizio fisico inteso o digiuno.

L’educazione come soluzione del problema

Secondo molti psicologi, la soluzione a questo problema è quello di formare i giovani e di insegnare agli adolescenti di essere felici con il proprio corpo.

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