Aborto spontaneo

Home » Gravidanza » Aborto » Aborto spontaneo

Per aborto si intende l’interruzione prematura di una gravidanza, ovvero prima che il feto sia capace di vita autonoma extrauterina (solitamente sotto la ventesima settimana).

Può essere classificato in base al modo in cui avviene in

  • aborto completo, quando l’intero prodotto del concepimento viene espulso) ;
  •  in aborto incompleto, quando una parte di esso è espulso, mentre una parte è trattenuta all’interno dell’utero (solitamente la placenta)
  •  in aborto ritenuto o interno, quando avviene la morte del feto senza che vi sia la sua espulsione.

Cause Aborto Spontaneo

Un’evenienza abbastanza comune è l’aborto spontaneo; si stima che circa un terzo delle gravidanze termina con un aborto spontaneo. Il periodo maggiormente a rischio è il primo trimestre.

Aborto spontaneo

Aborto spontaneo

Le cause dell’aborto spontaneo possono essere numerose, poiché possono interessare alterazioni dell’organismo materno oppure anomalie del feto.

Possiamo cosi schematizzarle:

  • Cause ovulari: si tratta di alterazioni che riguardano l’uovo, rendendone impossibile lo sviluppo. Si tratta per lo più di alterazioni cromosomiche, che probabilmente erano già presenti in uno dei due gameti (ovulo o spermatozoo). Queste anomalie ovulari provocano circa il 60% degli aborti spontanei.
  • Cause materne: possono essere locali (interessando l’apparato genitale materno, es. ipoplasia dell’utero, utero setto, utero con presenza di fibroma) oppure sistemiche ( patologie che riguardano l’intero organismo, es. carenze dietetiche, mancanza di alcune vitamine, quali la A e la C, malattie infettive come epatite, toxoplasmosi, sifilide)
  • Cause ambientali: eccessiva esposizione a radiazioni , per esempio alte dosi di raggi X, possono causare morti o malformazioni embrionali. Inoltre, anche alcuni farmaci quali antibiotici, citostatici possono favorire l’aborto o malformazioni
  • Cause ormonali: l’insufficienza di estrogeni e/o progesterone possono predisporre l’aborto. Pertanto, è opportuno monitorare tali valori per intervenire attraverso la somministrazione di tali ormoni.

Il quadro sintomatologico tipico dell’aborto spontaneo è costituito da perdite ematiche e forti dolori in corrispondenza della regione lombo-sacrale e fitte intermittenti corrispondenti alle contrazioni dell’utero. In alcuni casi, però, la gravidanza può interrompersi in modo del tutto asintomatico, trattandosi così di aborto interno.

Dunque, dopo un aborto è necessario praticare al più presto un intervento di svuotamento della cavità uterina (il cosiddetto raschiamento). L’intervento è accompagnato dalla somministrazione di antibiotici. Inoltre, si consiglia l’assoluto riposo ed è opportuno fornire alla donna che ha subito un’interruzione di gravidanza un adeguato sostegno psicologico.

Termini più ricercati:

  • dopo aborto spontaneo progesterone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Blog Cure e Rimedi